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giovedì 23 febbraio 2012

Monday || "Sogno la mia Africa..."

Monday || Portrait - Eboli (SA) Italy

Non molto tempo fa decisi di cimentarmi in una tecnica molto affascinante che avevo "scoperto" spulciando alcuni album di Flickr.
Uno dei fotografi che seguo con ammirazione ha ideato questa tecnica, quella del Trittico, che mi ha colpito particolarmente e che mi ha lasciato talmente estasiato da portarmi alla conclusione che avrei dovuto assolutamente provare a realizzare qualcosa di simile.
Mi sono messo all'opera, inizialmente, un po' per scherzo... poi, però, l'impegno è diventato qualcosa di vero... di serio (o quasi).

So di avervi già parlato di questa cosa, ma ci tengo a fare quest'anticipazione, ogni volta, proprio per dissipare ogni dubbio a riguardo: il merito di questa deliziosa "invenzione" non è mio. E' di Adde Adesokan, conosciuto come theblackstar su Flickr, un fotografo di grande talento, che ammiro profondamente.
Quello che ho fatto io è stato solo provare a interpretare personalmente la sua tecnica.
Niente più.

Qualche tempo fa, davanti al solito bar, ho avuto la fortuna di fare la conoscenza di un ragazzo straordinario (quello che vedete nel ritratto d'apertura).
Si avvicinò a noi ragazzi con la speranza che qualcuno potesse aiutarlo a mettere un pezzo di pane sotto ai denti. Non parlava l'italiano, solo l'inglese. "Perchè, in qualunque parte del mondo tu vada" - diceva -  "se parli inglese riesci a farti capire."
Il suo nome è Monday... "like Lunedì" - come ci ha tenuto a sottolineare!
Con me si è aperto. Mi ha raccontato della sua vita.
La sua storia è quella di tanti ragazzi che, come lui, sono costretti ad abbandonare il proprio paese di origine e che poi, sopraffatti dalla realtà, non riescono a trovare la tranquillità che cercano nemmeno altrove.

Avrei centinaia di parole da scrivere a riguardo. Ma preferisco non farlo.
Se siete curiosi e volete leggere qualcosa in più di questo mio nuovo amico... potete cliccare sul link che vi porta al mio Flickr e leggere la descrizione sotto il suo scatto.

Io, adesso, preferisco lasciarvi alle parole di un'altro mio buon amico, Martino, che me le ha dedicate (estrapolandole da un testo che sta scrivendo - che non vedo l'ora di leggere per intero) subito dopo aver visto la mia fotografia.
Anche Martino è una persona straordinaria.
Dedico a lui e Monday (per quanto possa valere) questo mio piccolo post.
Sperando che tutto questo serva a sensibilizzare un po' di più noi tutti!

• SCAPPARE DAL CONTINENTE BIANCO •
Ho avuto un sogno e l’ho perso. 
Un sogno di speranza, un viaggio, un lavoro tranquillo, una dignità agognata, una folle passione di ricercare un’altra vita, di non ritrovarmi più ai margini del mondo.
Ho avuto un sogno e l’ho perso: l’Italia.
L’emozione della partenza e la paura dell’arrivo, la solitudine, la mia Africa ormai lontana e questa terra straniera già così vicina. 
Gente sconosciuta intorno, così diversa dai miei fratelli, dalla mia gente lontana.
L’occidente tanto sognato da bambino, così misterioso e pieno di opportunità, di colpo mi è apparso senza veli, con la vera faccia che gli appartiene.
La gente d’occidente non si arrampica sulle nuvole, non passeggia sui venti; non ha diadema sulla fronte.
I loro occhi non sono né dolci né penetranti, in alcuni, addirittura, non si può leggere nessuna storia.
SONO UNA MASSA CONFUSA DI SOGNI MORTI PER META’ E I RESTI DI UN DIMENTICATO DELIRIO!
Mi guardano come un diverso, alle loro viste il diverso son io.
Loro! Con le loro pelli opache e le loro menti troppo bianche per poterle capire.
IN ITALIA LA GENTE CREDE DI AVERE TUTTO E NON SI ACCORGE DI AVER PERSO TUTTO!
La mia non è rabbia per i pomodori raccolti, per le arance portate sulle spalle lungo la statale di Rosarno, per il lavoro sotto il sole cocente, senza acqua, per le 2 euro all’ora che mi danno.
La mia è la rabbia di vedere tutti coloro che non capiscono di poter avere tutto ed invece si accontentano della pochezza delle loro occidentalizzate vite.
Vogliono sempre di più, cercando il nulla.
Il mio è il rimorso per quelli che sono venuti prima e che adesso non possono tornare indietro.
Il sogno alla rovescia.
Un altro sogno perso, il sogno d’Africa.
DOVE TUTTO È POCO, MA È TUTTO!
Dove i potenti TAMBURI di tempi antichi scandiscono il passare delle ere, dei momenti.
Dove ogni cosa è spinta dalla stessa anima e così scopri di discendere dall’Universo.
Dove tutti gli esseri sono fratelli, dove la musica si traduce nei suoni della natura, dove la stagione delle piogge è festa grande, dove essere uomini e donne del mondo è un orgoglio.
Così sento i miei antenati grazie ai ruggiti del vento e mi rivedo bambino a correre a pieni nudi.
Nel mondo d’occidente, invece, tutti recitano una parte.
Si svegliano più incazzati e stanchi di quando sono andati a dormire e recitano: recitano la parte dell’artista, del ragazzo incannato, di quello impegnato, dell’anticonformista.
Recitano la parte dello stressato padre di famiglia, del donnaiolo, del prete panciuto, dell’ateo incallito, dell’agnostico convertito.
È tutto un recitare di sfoghi, di mediocri passioni, di rivincite assurde.
Così, mentre vendo oggetti sulla spiaggia che io non vorrei nemmeno regalati, tra sfottenti e puerili creature che giocano al divertimento forzato, guardo il mare, e sogno, nuovamente, di tornare indietro.
Sogno la mia Africa, la mia gente.
Sento i Tamburi richiamare il mio essere, sento i profumi che ho lasciato, i colori vivi della mia vera esistenza. Me ne sono accorto solo ora, in questa terra di colori sbiaditi, di quanto sia cattivo ed inutile il mondo d’occidente.
Domani partirò emozionato, questa volta non avrò paura al mio arrivo, mentre i miei spiriti mi implorano di andare, di scappare da questa terra di plastica e cartone, DI SALVARMI DA TUTTO CIO’ CHE NON SIA AFRICA!

Martino Varano


Monday || Triptych - Eboli (SA) Italy

giovedì 26 gennaio 2012

La mia opera in esposizione - Pensieri, considerazioni...



Avevo intenzione di stendere queste poche righe già giorni fa. Il tempo, negli ultimi giorni soprattutto, è tiranno. Tutto quello che mi riprometto di fare a breve, per un motivo o per un altro, slitta sempre a data da destinarsi.
E così è stato anche in quest'occasione.
Prima che tutto diventi solo un ricordo, però, ci tenevo a raccontarvi la mia esperienza.
Poche righe, l'ho già detto... ma che spero possano racchiudere tutte la bellezza del momento che mi sono ritrovato a vivere.

Il giorno dell'inaugurazione sono, ovviamente, andato in galleria ed ho potuto finalmente ammirare il mio lavoro appeso, insieme agli altri. 
Devo dire che con quel filo rosso, la mia Nameless#4 faceva davvero una bella figura.
Non ero particolarmente emozionato, devo dire la verità. Forse perchè si trattava semplicemente di una collettiva (chissà che con una personale le reazioni siano diverse). 
Aspettavo con un po' d'impazienza che giungesse l'orario d'apertura, questo si... forse soprattutto per la curiosità di sapere cosa ne pensavano gli altri del mio lavoro, di come si sarebbe comportato il pubblico negli spazi della galleria; ma non avevo ansie di sorta.

Appena arrivato ho potuto fare la conoscenza (di persona non li avevo ancora incontrati) dei curatori che, nonostante la giovane età, mi sono sembrati subito competenti e preparatissimi, con una smisurata passione per l'arte che li ha portati a scommettere su loro stessi, sulle loro capacità e ad inventarsi questo spazio nuovo e pieno di energia.
Abbiamo parlato a lungo di fotografia (passione che ci accomuna - ovviamente), del digitale, della pellicola, delle uscite a cercare la luce giusta... ma anche della qualità delle opere degli altri artisti in mostra.
Momenti piacevoli fatti di scambi di opinioni e di idee che, a mio modesto modo di vedere, sono il cuore pulsante di ogni spazio espositivo che si rispetti. Perchè il confronto tra artisti ed appassionati, soprattutto in una galleria d'arte, non deve mai mancare!!!

Nell'incessante mormorio di quella piccola sala meravigliosamente allestita, ho potuto notare le reazioni di chi entrava e si faceva spazio per poter ammirare le fotografie appese al muro.
Persone che osservavano, commentavano e poi ritornavano sui loro passi. 
Un classico, insomma.
Che quando sei tu a dover essere "giudicato", ti incuriosisce ancor di più! :)
In quel mischiarsi si persone mi sono reso conto che, probabilmente, opere come le mie - fatte di semplici tecnicismi e legate ad una fotografia più "tradizionalista" e meno da photoshoppista - attraggono e fanno discutere meno di altre che strizzano l'occhio alla digital art e che invadono, nemmeno tanto in punta di piedi, gli spazi della polemica e della critica sociale.
Bisogna essere irriverenti, sgarbati, diretti... per riuscire a fare colpo su qualcuno.
In positivo o in negativo, non importa. L'importante è far parlare di se.

Nonostante queste mie osservazioni, però, sono stato felice di notare che la mia foto è piaciuta.
I curatori mi hanno parlato della possibilità di portare altri lavori in galleria prima che la mostra finisca (purtroppo il tempo non me l'ha ancora permesso) e di consegnargli il mio Portfolio (cartaceo e non digitale)... il che mi fa capire che hanno effettivamente apprezzato le mie fotografie.
La cosa mi rende molto orgoglioso.
Inoltre, ho ricevuto diversi messaggi, dopo i primi giorni, di conoscenti che hanno avuto modo di fare un salto in galleria e che si complimentavano con me. 
Ne sono felice. Sono veramente contento di sapere che il mio messaggio riesca a passare di sguardo in sguardo...
Questo significa che, anche se a piccoli passi, ce la stiamo facendo!

Sono veramente molto felice dell'opportunità che mi è stata offerta.
Felice di aver partecipato a questa mostra... di aver fatto questa esperienza.

Nella fase finale di questi "articoli", di solito, si passa ai ringraziamenti...
Io non potevo non adeguarmi a quest'usanza. Soprattutto perchè SENTO veramente di dover dire grazie a qualcuno.

Sono estremamente grato ai miei amici. Che mi hanno sostenuto e continuano a sostenermi sempre!
Mando un abbraccio a tutti loro. Quelli che erano con me all'inaugurazione e quelli che, anche se non sono potuti venire di persona, c'erano col cuore! 
Sono queste dimostrazioni di stima ed affetto che mi fanno comprendere quanto sia importante continuare a lavorare e a tenere duro per riuscire a realizzare qualcosa di sempre più grande.

E poi... volevo ringraziare lei. La persona più importante della mia vita.
La persona grazia alla quale, nonostante le numerose difficoltà, i periodi di scoraggiamento, continuo a pensare che mettendocela tutta, posso realmente riuscire a farcela!
Volevo dedicare le ultime righe alla mia stupenda fidanzata...che mi sostiene e mi incoraggia... e che mi regala la forza e l'ispirazione per continuare a fotografare! 
Grazie infinite AMORE... Grazie!

P.S.
Se non l'avete ancora fatto ragazzi... fate un salto in galleria prima del 29 gennaio! :D
Sarà un'esperienza piacevole... statene certi! ;)

Stay Tuned


venerdì 20 gennaio 2012

A3 Occhi - Collettiva Fotografica [20/01/2012 - Salerno]



Qualche tempo fa fui contattato da uno dei curatori della galleria "A3 artecontemporanea" di Salerno.
Mi chiedeva di partecipare ad una mostra, che si sarebbe svolta nei locali della suddetta galleria, dedicata esclusivamente alla fotografia. Una collettiva.
Il progetto mi incuriosì sin da subito. Non persi tempo e cominciai a chiedere informazioni a riguardo, per capire bene come il tutto si sarebbe svolto.
L'impostazione era semplice: erano stati contattati vari fotografi (della provincia di Salerno, ma anche di altre parti d'Italia) per esporre un'opera a testa. Essendo una collettiva ed essendo a "tema libero", ognuno degli artisti avrebbe potuto scegliere lo scatto che riteneva più idoneo (magari il suo migliore) e inviarlo alla galleria, insieme con le varie scartoffie del caso.
L'idea di fondo era quella di promuovere il genere fotografico come uno dei "fondamentali" dell'arte e di riuscire ad inserire nel contesto galleristico giovani artisti vogliosi di farsi conoscere e di far apprezzare il proprio lavoro anche in un ambiente, seppur giovane, ricco di appassionati.
Era un'idea che mi piaceva.
Fondamentalmente la mia fotografia nasce da un desiderio di condivisione. Io scatto soprattutto per poter condividere il mio lavoro con altre persone. Non mi interessa di conservare i miei click. La prima cosa che penso, dopo aver realizzato un lavoro, è se il messaggio che questo porta al suo interno riuscirà a passare dalla foto all'animo delle persone che la osserveranno.
L'arte - la fotografia - senza un pubblico, per me, non ha senso.
Fu soprattutto per questo che decisi, senza indugiare troppo, che avrei partecipato a questa collettiva.
Così mi prodigai per contattare i curatori e per riuscire a far parte di questo progetto che, a mio modesto modo di vedere, era una cosa interessantissima.

LA GALLERIA
La galleria "A3 artecontemporanea" è un'attività giovane, nata lo scorso novembre che, però, sta già muovendosi nel modo giusto per riuscire a ritagliarsi un posto di rilievo nel panorama della promozione artistica a livello locale (e, chissà, un giorno anche nazionale).
I proprietari e curatori dello spazio sono quattro amici (laureati in materie artistiche) che hanno deciso di convogliare il loro sapere e la loro passione in un progetto tanto coraggioso quanto affascinante.
E' dalla passione e dalla voglia di creare qualcosa di nuovo che nasce A3. E con la passione continua a crescere, cercando di dare il giusto spazio e la giusta visibilità anche ai giovani artisti che hanno voglia di emergere.
Leggendo la loro storia sul sito, ho subito apprezzato questi ragazzi e condiviso in pieno il loro spirito, ritenendo quello di A3 un progetto incredibilmente interessante.
Ho sempre pensato che lo spazio per i giovani artisti sia sempre troppo risicato, troppo poco. Si dà troppa importanza a chi ha già un "valore", si punta sempre sui soliti nomi...e, troppo spesso, ci si dimentica che il panorama nazionale è pieno di talenti che attendono solo di essere apprezzati.
A3 arteconteporanea stava dando questa opportunità a svariati giovani, intenzionati a far conoscere il proprio lavoro.
Non potevo non accettare.

L'IMPREVISTO
Per una serie di motivi la mostra, in programma per il mese di dicembre 2011, è poi stata posticipata.
Finalmente, non con poche difficoltà, si è riusciti a far partire il progetto questo mese. E ne sono estremamente contento.

L'OPERA
L'opera che ho scelto di esporre è la mia "DOGS - Nameless #4" (spero la ricordiate - scelta come immagine "in vetrina" per il mese di dicembre 2011 sul sito Photo4U - uno dei maggiori portali di fotografia italiani :D ) che ho consegnato personalmente in galleria e che ho ritenuto quella più idonea perchè ad ogni sguardo riesce a darmi emozioni e poi perchè, fortunatamente, è una delle mie foto che ha collezionato più riscontri positivi - anche da persone veramente competenti in ambito fotografico (e di questo sono estremamente orgoglioso).

L'APPUNTAMENTO
Proprio questa sera, 20 gennaio 2012, alle ore 19:00, la galleria aprirà le sue porte per l'inaugurazione della collettiva fotografica "A3occhi" ed io, con immensa gioia, sarò uno dei fotografi partecipanti.

Io questa sera, per l'inaugurazione, sarò in galleria.
Spero che chi ne ha la possibilità decida di farci un salto. Sono sicuro che ne rimarrà contento perchè la qualità dei lavori esposti sarà sicuramente molto alta e perchè l'ambiente della galleria A3 è davvero un'ambiente amichevole e piacevole da frequentare. Un ritrovo giusto per chi ha la passione dell'arte e una voglia matta di condividerla con qualcuno.

Mi raccomando, non mancate!
E se, per un motivo o per un altro, non potete essere presenti stasera, vi ricordo che la mostra si svolgerà fino al 29 gennaio (quindi avete tanto tempo per farci una capatina) negli orari di apertura che trovate su sito della galleria!

www.a3artecontemporanea.it

Vi aspetto!

mercoledì 4 gennaio 2012

Bruno || Ordinary People Triptychs

Bruno || During the Shooting

Un po' di tempo fa, girando tra le pagine di Flickr, mi sono imbattuto nell'opera di un giovane fotografo di sicuro talento che mi ha colpito molto.
Costui è conosciuto, sul famoso social network, con il nick theblackstar e, a mio parere, è un vero e proprio artista.
Il suo nome è Adde Adesokan, CEO di una agenzia di Comunication & Design chiamata Polargold e Art Director, con un talento veramente spaventoso.
La sua fotografia è legata a due dei generi che io prediligo: la street-photography e la ritrattistica.
In questo ambito Adde è diventato un vero e proprio maestro, specializzandosi in un filone (molto seguito su internet) che non fa altro che unire (in maniera meravigliosa, aggiungerei) questi due generi fotografici:
il genere dei "Portraits of Strangers" - letteralmente, i "Ritratti di Persone Sconosciute".
Adde va in giro per strada, inquadra qualcuno che può sembrargli un personaggio con una storia interessante o, comunque, con un aspetto che attiri interesse, lo avvicina, comincia a parlargli, lo conosce, gli parla del suo progetto, prova a cogliere la sua storia e poi gli scatta dei ritratti.
Continuando a sperimentare, dopo un po' di tempo, è arrivato a partorire un'idea a mio avviso geniale:
realizzare dei ritratti fuori dal comune, dividendoli in trittici.
E' così, probabilmente un po' per caso, che è nato il progetto "Triptychs of Strangers" di cui mi sono follemente innamorato.
I suoi trittici (che potete vedere non solo sul suo album Flickr, ma anche su suo sito ufficiale) sono talmente carichi di potenza visiva, talmente comunicativi, che mi sono entrati nella mente da subito e hanno scatenato in me immediatamente la voglia di provare ad imitare la sua idea.

Così, con tanta voglia di provare, ho cominciato quello che, ad oggi (dopo decine e decine di scatti) posso definire un mio "progetto".
Ho cominciato a scattare qualche ritratto a qualcuno dei miei amici.
Non sarei stato capace di approcciare con degli sconosciuto per proporgli una cosa simile. Per le questioni di privacy, oggigiorno, sembra diventato difficilissimo poter realizzare qualche fotografia.
E non ho intenzione di immortalare dei modelli/modelle... quello che voglio sono persone normali.
Gente comune. Con i propri pensieri, le proprie preoccupazioni, il proprio mestiere, i propri sogni, le proprie passioni.
E' nato allora "Ordinary People Triptychs".


All'inizio, il fatto che io inquadrassi non solo i volti dei miei soggetti ma anche mani e piedi, li lasciava un po' perplessi.
Dopo aver sfornato i primi trittici ed averli pubblicati su Flickr, la curiosità è aumentata e tutti sono rimasti abbastanza affascinati da questo genere di ritratto.
Quello che provo a fare è cercare di personalizzare al massimo questo "genere"...di non fermarmi ad una semplice realizzazione a trittico dell'immagine. Ma di studiare tutto. Ognuna delle foto.
Inquadrature, luci, angolazioni, contrasti...
Il mio viaggio parte dall'ispirazione che il lavoro di Adde Adesokan mi ha dato e continua, sempre in evoluzione... sperando di riuscire a raggiungere un grado di "personalizzazione" tale, da riuscire a dividerlo definitivamente dall'idea di partenza.

Sperando sia di vostro gradimento, vi presento l'ultimo dei miei trittici.

Bruno || Triptych - Eboli (SA) Italy

Il soggetto di questo trittico è un mio carissimo amico d'infanzia, Bruno, che oggi vive a Bologna e che non vedo più molto spesso.
Ho voluto dedicargli quest'immagine perché ritengo possa farmi ripensare ai tempi in cui ci si vedeva tutti i pomeriggi e si parlava di ogni cosa. A tempi in cui pensavamo che niente ci avrebbe portato così lontani da casa nostra!
Se avete intenzione di leggere la sua "storia" e capite qualcosina di inglese, vi invito a cliccare sul link:
- Bruno || Triptych - Eboli (SA) Italy - 
nella descrizione dello scatto im piace scrivere sempre dei soggetti che vado ad immortalare.

Ho realizzato tutti gli scatti di questo shooting in una soffitta - quella di Bruno, per la precisione - (il nostro ritrovo usuale per le partite a poker, durante le feste di Natale) dove l'illuminazione lascia un po' a desiderare.
Avendo a disposizione qualche altro amico da sfruttare come assistente e un bel po' di iPhone, ho provato a sfruttare l'app iTorcia per creare delle luci aggiuntive.
Grazie all'aiuto dei miei amici, allora, ho posizionato due iPhone alla destra e alla sinistra del soggetto, abbastanza vicini, in modo da ottenere una buona luce abbastanza omogenea.
Ovviamente il processo di illuminazione "artificiale" è stato ripetuto per il volto, poi per le mani ed infine per i piedi! Il risultato, tutto sommato, non mi è per niente dispiaciuto! :)

Quella d'apertura, invece,  è una foto che è venuta fuori durante lo shooting.
L'atmosfera era comunque molto ilare e divertita, di risate ce ne siamo fatte tante!
E Bruno, dal canto suo, pur provando a rimanere serio per qualche secondo, si è lasciato andare più volte in risate di puro gusto. La raffica ha fatto il resto.
Dopo averle viste a schermetto, ho subito pensato di doverne tirare fuori un trittico "alternativo"...e così ho fatto.

Infondo, sono molto soddisfatto dei risultato che siamo riusciti ad ottenere...
E contentissimo, innanzitutto, che le foto siano piaciute tanto anche a Bruno! :D
Eccovi il suo ritratto, senza tagli!

Stay Tuned!

Bruno || Portrait - Eboli (SA) Italy

Se vi interessa il resto dei miei trittici, potete cliccare quissotto:
.::Ordinary People Triptychs::..