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domenica 31 marzo 2013

Ho visto cose che...

Un assaggio.
Solo uno scatto.
Per farvi vedere quello che ho avuto la fortuna di immortalare, nei giorni scorsi, nella bottega Mortet a Roma.
Il lavoro artigiano. L'arte.
Grazie ancora per la stupenda opportunità, amici.

P.S.
Spero vi piaccia e vi incuriosisca.
Presto pubblicherò il reportage per intero.

 • Sony a900 + Minolta 35mm f/2

domenica 17 giugno 2012

Viaggio Notturno... (dal set .::ROME::.)

Ultimamente sto avendo un'attrazione particolare per i riflessi. Vetri, specchi, pozzanghere... qualsiasi superficie rifletta un'immagine, attira inevitabilmente la mia attenzione...e la mia voglia di fotografare.
Non so per quale motivo... forse perchè ho avuto modo di vedere così tante immagini di riflessi talmente belle che la mia voglia di riuscire a produrne qualcuna altrettanto notevole è cresciuta a dismisura.
Purtroppo, non sempre riesco ad immortalare quello che vorrei... come lo immagino.
In qualche caso, invece, mi stupisco di vedere riuscita una mia fotografia.

Quella che vi propongo qui in basso è una foto rubata durante un viaggio notturno in treno (verso Roma). Stava albeggiando... ed ero quasi giunto a destinazione...
Il viaggio l'ho trascorso tutto nel corridoio del treno, quasi senza riuscire a sedermi.
Nonostante l'ora c'era uno strano via vai che mi ha impedito di riuscire a scattare tante foto.
Nella cuccetta c'era una signora anziana... sicuramente stanchissima... che si era addormentata poggiando la testa contro il vetro.
La timida luce del sole nascente creava un bel riflesso su quelle pareti trasparenti e disegnava delicatamente il volto dormiente della signora. La velocità del treno sfumava in un modo molto piacevole il paesaggio fuori dal finestrino.
Non ho pensato molto. Ho solo scattato.

Spero vi piaccia.

Viaggio Notturno [Night Journey]

domenica 3 giugno 2012

.::ROME::. - La passeggiata continua...


Lo scorso lunedì notte sono partito per Roma. Il piano era quello di andare a trovare un caro amico scultore che lavora nella capitale, passare un po' di tempo con lui, suo fratello un'altro amico d'infanzia, fare qualche lunga passeggiata per le strade di Roma (con conseguenti fotografie) ed andare, finalmente, a vedere la mostra di Salvador Dalì.
La attendevo da tempo... avevo una voglia matta di immergermi nella sua idea di surrealismo, osservandone da vicino le tele, i lavori... aspettavo questo momento con ansia da più di un mese.
Alla fine, per una serie di motivi, di fotografie ne ho scattate (ancora una volta) veramente poche.
Questo capita perchè, quando sono a Roma da Michele (il mio caro amico), è così tanta la voglia di andare in giro, di guardare, di osservare... che non ci sono poi così tanti momenti per soffermarsi a scattare foto.
Alla mostra di Dalì, però, siamo andati... ed è stato uno spettacolo.
Devo essere sincero, un po' ne sono rimasto deluso...
Non per la qualità delle tele o delle opere esposte (anzi!!!) ma per la quantità di quadri che c'erano!
La maggior parte della mostra era incentrata su schizzetti, disegni preparatori, tavole per illustrazioni, fotografie del maestro... ma le tele (quelle che io attendevo con ansia), i quadri più famosi... quelli erano veramente pochi.
Certo, fermarsi davanti ad una delle opere di Dalì è pur sempre un'esperienza unica: si rimane esterrefatti dalla precisione e dalla pulizia dei sui quadri! Si rimane a bocca aperta nell'osservare quanti particolari, anche minuscoli, il maestro riuscisse a rendere con grandissima precisione! E' sensazionale.
Ma proprio perchè così belli, una voltà lì vorresti vederne sempre di più!
In realtà l'opera di Dalì non è fatta solo di tele (ed è anche forse per questo che nell'esposizione al Vittoriano c'era un po' di tutto). Il maestro catalano può essere definito, a ragione, un artista a 360°!
Nella sua opera c'è la pittura, come la scultura, come il cinema... Sfruttava al massimo i mass-media, sapeva come far parlare di se...era un artista capace di vendere la sua immagine, prima ancora dei suoi quadri.
Nella mostra di Roma, probabilmente, era proprio questo lato del genio Dalì che voleva essere presentato.
E poi c'è la questione che l'intero iter all'interno dell'esposizione era scandito dal continuo rapporto tra Dalì e l'Italia... dunque le opere presentate avevano sempre a che fare col nostro paese: una volta perchè realizzate qui, una volta perchè ispirate ai grandi maestri della nostra arte, un'altra volta perchè in collaborazione con qualche artista italiano suo contemporaneo o con qualche grande marchio (o griffe) tricolore.
E' stata di sicuro una bella mostra...
Avrà lasciato un po' d'amaro in bocca, forse questo si... ma ne è valsa sicuramente la pena.

Le mie passeggiate romane sono, purtroppo, durate solo un paio di giorni... ed io sono riuscito a portare a casa solo pochissimi scatti...
Sento veramente tanto la mancanza di una bella uscita fotografica!
Spero di potermi rifare al più presto!
Vi lascio sotto le foto migliori che ho portato a casa... spero vi piacciano!

Indifferenza

Ascensus

Via Magnanapoli

La Fontana

Ultimamente sono particolarmente attratto da queste alte luci radenti che disegnano i contorni e le sagome delle persone...
Chissà voi cosa ne pensate! ;)

lunedì 21 maggio 2012

iPhone e Street Photography ... abbinamento riuscito?

"Paesaggi Lucani" - iPhone 4 + Noir

Nell'ultimo periodo (come succede da un po' ormai... sigh...) mi sta capitando di scattare molto molto poco per puro "piacere"!
Le soddisfazioni, diciamo così, non mancano... questo no... Ma tutti gli scatti che sto realizzando (e soprattutto post-producendo) nell'ultimo periodo sono legati sempre ad un qualche progetto da portare a termine.
Chiamiamolo "lavoro" se volete... (anche se non sarebbe proprio il termine più appropriato)...
In ogni caso, viene a mancare quella ricerca artistica, creativa, che per me è alla base di tutto... che, comunque, a mio modo di vedere, resta FONDAMENTALE!

Uno dei genere che prediligo, oltre alla ritrattistica, è la street photography (credo l'abbiate capito :D ).
Beh...ultimamente anche fare una semplice passeggiata ed abbinarci qualche scatto è diventato praticamente impossibile.
E la cosa mi manca!

Porto sempre con me la mia macchina fotografica... non potrei uscire senza... ma, in ogni caso, sono rarissime le occasioni in cui decido di tirarla fuori.
Probabilmente perchè ritengo che ci debba essere una sorta di "preparazione psicologica" all'atto fotografico, prima di scattare... o che comunque ci sia bisogno costantemente di "ispirazione" per riuscire a tirare fuori buone fotografie.
Scattare per caso è divertente, ma spesso non fa ottenere i risultati che si sperano.
E' vero, l'attimo va colto... bisogna essere anche bravi in questo (e anche fortunati)... ma io sono convinto che dietro ogni grande foto (dietro ogni foto capace di lasciare il segno) ci debba essere anche una buona preparazione.
Con questo non sto insinuando che le belle foto sono "costruite", anzi! La Street vive soprattutto di casualità, di bravura nel cogliere l'istante, di spontaneità e di improvvisazione...
Quello che voglio dire è che un bravo fotografo deve essere predisposto, concentrato, prima di scattare con la pretesa di portare a casa scatti di livello.
E poi... bisogna saper aspettare, sapere entrare nella scena... e durante una semplice passeggiata, non sempre possiamo permettercelo.

Visto che quella di realizzare fotografie, di fermare degli attimi, per me (come credo per molti appassionati) è diventata praticamente un'esigenza... ho deciso, nei giorni scorsi, di continuare a scattare comunque... senza prendermi troppo sul serio.
E di vedere, magari con occhi meno critici, cosa sarei stato in grado di portare a casa.

In questo mi ha aiutato tanto il mio iPhone.
Un cellulare (anche se, probabilmente, come dicono gli Apple addicted, definirlo un cellulare sarebbe limitativo :P ) che permette di scattare foto con una discreta qualità e di post-produrle (con ottimi risultati) direttamente dal suo schermo.
Potrei definirlo "il pretesto" che mi ha convinto a scattare un po' così... senza quell' "ansia da prestazione"... per il puro piacere di fare fotografia.

Dopo qualche giorno di uso continuo ( e di conseguente crollo della batteria :D ) posso dire di essermi definitivamente innamorato di questo aggeggio... e, soprattutto, del suo modo di farmi vivere il momento fotografico.
Senza ansie, con la discrezione sufficiente a farmi avvicinare anche più del dovuto ai soggetti che voglio immortalare, con la qualità di una buona macchina fotografica compatta (o forse anche di più) e con tutto il divertimento che c'è nel post-produrre le proprie foto con attenzione ma senza troppi patemi d'animo.

iPhone e Street... il binomio (quasi) perfetto.

Quello che faccio, generalmente, iDevice alla mano, è scattare con l'app nativa una fotografia e poi trasformarla in bianco e nero con un'app che mi ha veramente stregato - NOIR .
Qualche volta, quando non sono convinto dell'eccessiva profondità di campo, poi, uso anche iDOF che mi consente di realizzare uno sfocato sufficientemente vicino a quello "naturale" o, comunque, assolutamente non brutto da vedere.
I risultati non saranno paragonabili a quelli di fotografie scattate con una LEICA o, semplicemente, con una buona reflex... ma le foto che vengono fuori sono niente male. E poi il divertimento è assicurato!

Ci sarebbero centinaia di cose da scrivere su quest'argomento che, tra l'altro, mi appassiona particolarmente... ma voglio lasciarvi più semplicemente alle immagini... sperando che possano essere di vostro gradimento.

Ditemi la vostra. Fatemi sapere cosa ne pensate.
L'argomento Fotografia/iPhone (o fotografia/smartphone) è abbastanza spinoso e ci sono centinaia di posizioni discordanti. Sono proprio curioso di conoscere anche altri punti di vista.

Sia chiaro... non sostituirei mai per TUTTE le mie foto, le mie macchine fotografiche (digitali o a pellicola) con un iPhone... ma per certe cose, soprattutto quando si hanno intenzioni meno "serie", penso che un dispositivo simile possa essere un fedele alleato per placare la "fame di fotografia" che ci assale.

Attendo i vostri commenti ;)

"Scolaresca in gelateria" - iPhone4 + Noir

"Arco di Traiano - Benevento" - iPhone4 + Noir

"Raffelone" - iPhone4 + Noir + iDOF

"Piccolo Senza Nome" - iPhone4 + Noir + iDOF

martedì 3 aprile 2012

.::ROME::.

La mia piccola parentesi capitolina non è stata molto fruttuosa, in quanto a foto.
Ho scattato poco (troppo preso dall'ammirare per l'ennesima volta le bellezze di quella città meravigliosa) e quel poco, ad essere sincero, non mi ha nemmeno pienamente convinto!
Sono riuscito a salvare (dalla mia taglientissima critica) questi tre scatti che, in un certo senso, farebbero parte di una certa idea che mi era balenata per la mente e che (purtroppo) non sono riuscito a realizzare.
Ma questo, per me, è solo un'altro buon motivo per poter ritornare (spero al più presto) a Roma...a mio parere, la città più bella del mondo!
 In ognuno degli scatti che ho provato a realizzare, ho cercato sempre un connubio uomo/monumenti che (senza avere il tempo di poter "vivere" la strada) è molto difficile da trovare.
Questo è quel (poco) che ne è venuto fuori!
Spero che le foto vi piacciano.

SOL INVICTUS
Sol Invictus

Il Colosseo (in origine Anfiteatro Flavio) è considerato il simbolo di Roma.
La sua costruzione fu iniziata nel 72 d.C. , sotto l'imperatore Vespasiano, e fu inaugurato da Tito nell'80 d.C.
Il nome "Colosseo" (che deriva dalla vicina statua del Colosso del Dio Sole) si diffuse solo nel medioevo.
Era usato per gli spettacoli dei gladiatori ed altre manifestazioni pubbliche. E' uno dei più bei monumenti del mondo.
 Ogni pietra, nella città eterna, è ricca di storia...
Il Colosseo rappresenta la sublimazione di questo concetto.

  « Quamdiu stabit Colyseus stabit et Roma; cum cadet Colyseus cadet et Roma; cum cadet Roma cadet et mundus. »
(« Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo. »)


INQUISIZIONE
Inquisizione


Giordano Bruno è stato un filosofo, scrittore e frate italiano.
Per le sue teorie innovative, considerate eretiche, fu condannato dall'inquisizione romana.
L'8 febbraio del 1600 fu costretto ad ascoltare in ginocchio la sentenza di condanna a morte per rogo.
Il 17 febbraio dello stesso anno fu condotto in piazza Campo de' Fiori, denudato, legato ad un palo e arso vivo. Le sue ceneri furono gettate nel Tevere.
Il 9 giugno 1889, proprio in quella piazza, venne inaugurato un monumento in suo onore, opera dello scultore romano Ettore Ferrari.

«Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam»
(«Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla»)


VACANZE ROMANE
Vacanze Romane

Piazza Navona è una delle più celebri piazze di Roma.
Ai tempi dell'antica Roma, era lo Stadio di Domiziano, costruito nell'85 d.C.
Il nome della piazza, originariamente, era "in Agone" (dal greco "agones" - giochi) poichè lo stadio era usato solo per le gare di atletica.
Ancor oggi, Piazza Navona è considerata l'orgoglio della Roma Barocca: conserva al suo interno opere architettoniche e scultoree di maestri come Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro da Cortona.
Piazza Navona è una delle tappe fondamentali per i turisti in visita alla capitale.

 «Se pò ffregà Ppiazza-Navona mia
E dde San Pietro e dde Piazza-de-Spaggna. 
Cuesta nun è una piazza, è una campaggna, 
Un treàto, una fiera, un'allegria.»

PASSEGGIATE ROMANE
Passeggiate Romane


Il Teatro di Marcello è un teatro di Roma antica, parzialmente conservato, che si trova nella zona tra il fiume Tevere ed il Campidoglio.
Rappresenta uno dei più antichi edifici per spettacolo romani, giunti fino a noi.
Poteva ospitare dai 15.000 fino ai 20.000 spettatori.
Il teatro fu riutilizzato in epoca medievale e restaurato pian piano, fino a trasformarlo in un castello fortificato.


lunedì 12 marzo 2012

.::I'Treppier'::. - Vietri sul Mare (SA) 08/12/2011

Mi stupisco.
Ho notato solo ora, dopo tanto tempo, di non aver mai inserito il mio reportage sulla processione dei "Treppier" sul mio blog.
Anche se, ormai, le festività natalizie sono passate da un po'... ci tengo a pubblicarlo... e magari fare un salto nel passato, a qualche mese fa!

A Vietri sul Mare, uno dei meravigliosi paesini della Costiera Amalfitana, ogni anno, tra il 7 e l'8 dicembre, si festeggia la vigilia dell'Immacolata Concezione.
E' una festa ricca di tradizione alla quale gli abitanti sono particolarmente legati e che, da tempo ormai, attira fedeli e curiosi un po' dappertutto.
Con il passare degli anni, nonostante i numerosi cambiamenti, continua a non venir meno la fede e la devozione che contraddistingue gli abitanti di questo piccolo paese costiero.
A Marina di Vietri la festa dell'Immacolata è vissuta in maniera molto più particolare che altrove. Non le solite funzioni eucaristiche, ma una processione che si snoda attraverso i vicoli del piccolo centro, in piena notte, portando la statua dell'Immacolata fino in riva al mare... l'elemento centrale nella vita di ogni abitante della costiera.
Storicamente paese di pescatori, Vietri ha un legame particolare con il mare e ancor oggi, in un tempo in cui tutti i giovani tendono ad emigrare per cercare fortuna altrove, la fede e la devozione per la Madonna continuano ad intrecciarsi con l'enorme rispetto che i vietresi hanno per le acque che bagnano la costiera; quelle che, in tempi ormai lontani, erano probabilmente la principale fonte di sostentamento e guadagno per chiunque nascesse in quelle zone.
Durante il suo percorso la statua della Madonna, accompagnata da un lungo seguito di fedeli, passa davanti a giganteschi falò ('i treppier - detti così perchè costruiti su una base a tre piedi), posizionati in punti strategici della cittadina.
Questi ultimi vengono accesi al passaggio della statua, con tecniche particolari tramandate di padre in figlio da anni ed anni. Per ogni ragazzino di Vietri, imparare ad innalzare (nei mesi precedenti la festa) ed incendiare un "Treppier'" è un percorso obbligato che segna, in un certo senso, anche la sua entrata nella società.

La tradizione narra che le donne di questi paesi accendessero i falò per i mariti che stavano in mare a pescare: a quei tempi, accendere un fuoco, era l'unico mezzo disponibile per far vedere la via di casa.
L'usanza, tramandata nei secoli, avrà subito qualche inevitabile trasformazione e, ad oggi, è molto probabile che l'intreccio di devozione e tradizione abbia fatto in modo che questi falò cambiassero la loro funzione principale, trasformandosi da luci "segnaletiche" a luci "spirituali".
In tempi più moderni, dunque, i fedeli hanno cominciato ad accendere 'i treppier' per far si che le strade percorse dalla Madonna, quei vicoli piccoli e bui, fossero sempre illuminate...

#Cover
['I Treppier'] Cover

['i Treppier'] #08

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['i Treppier'] #07

['i Treppier'] #07

['i Treppier'] #09 || EXPLORE

['i Treppier'] #11 || EXPLORE

['i Treppier'] #12

['I Treppier'] #01 || EXPLORE

['i Treppier'] #10


mercoledì 4 gennaio 2012

Bruno || Ordinary People Triptychs

Bruno || During the Shooting

Un po' di tempo fa, girando tra le pagine di Flickr, mi sono imbattuto nell'opera di un giovane fotografo di sicuro talento che mi ha colpito molto.
Costui è conosciuto, sul famoso social network, con il nick theblackstar e, a mio parere, è un vero e proprio artista.
Il suo nome è Adde Adesokan, CEO di una agenzia di Comunication & Design chiamata Polargold e Art Director, con un talento veramente spaventoso.
La sua fotografia è legata a due dei generi che io prediligo: la street-photography e la ritrattistica.
In questo ambito Adde è diventato un vero e proprio maestro, specializzandosi in un filone (molto seguito su internet) che non fa altro che unire (in maniera meravigliosa, aggiungerei) questi due generi fotografici:
il genere dei "Portraits of Strangers" - letteralmente, i "Ritratti di Persone Sconosciute".
Adde va in giro per strada, inquadra qualcuno che può sembrargli un personaggio con una storia interessante o, comunque, con un aspetto che attiri interesse, lo avvicina, comincia a parlargli, lo conosce, gli parla del suo progetto, prova a cogliere la sua storia e poi gli scatta dei ritratti.
Continuando a sperimentare, dopo un po' di tempo, è arrivato a partorire un'idea a mio avviso geniale:
realizzare dei ritratti fuori dal comune, dividendoli in trittici.
E' così, probabilmente un po' per caso, che è nato il progetto "Triptychs of Strangers" di cui mi sono follemente innamorato.
I suoi trittici (che potete vedere non solo sul suo album Flickr, ma anche su suo sito ufficiale) sono talmente carichi di potenza visiva, talmente comunicativi, che mi sono entrati nella mente da subito e hanno scatenato in me immediatamente la voglia di provare ad imitare la sua idea.

Così, con tanta voglia di provare, ho cominciato quello che, ad oggi (dopo decine e decine di scatti) posso definire un mio "progetto".
Ho cominciato a scattare qualche ritratto a qualcuno dei miei amici.
Non sarei stato capace di approcciare con degli sconosciuto per proporgli una cosa simile. Per le questioni di privacy, oggigiorno, sembra diventato difficilissimo poter realizzare qualche fotografia.
E non ho intenzione di immortalare dei modelli/modelle... quello che voglio sono persone normali.
Gente comune. Con i propri pensieri, le proprie preoccupazioni, il proprio mestiere, i propri sogni, le proprie passioni.
E' nato allora "Ordinary People Triptychs".


All'inizio, il fatto che io inquadrassi non solo i volti dei miei soggetti ma anche mani e piedi, li lasciava un po' perplessi.
Dopo aver sfornato i primi trittici ed averli pubblicati su Flickr, la curiosità è aumentata e tutti sono rimasti abbastanza affascinati da questo genere di ritratto.
Quello che provo a fare è cercare di personalizzare al massimo questo "genere"...di non fermarmi ad una semplice realizzazione a trittico dell'immagine. Ma di studiare tutto. Ognuna delle foto.
Inquadrature, luci, angolazioni, contrasti...
Il mio viaggio parte dall'ispirazione che il lavoro di Adde Adesokan mi ha dato e continua, sempre in evoluzione... sperando di riuscire a raggiungere un grado di "personalizzazione" tale, da riuscire a dividerlo definitivamente dall'idea di partenza.

Sperando sia di vostro gradimento, vi presento l'ultimo dei miei trittici.

Bruno || Triptych - Eboli (SA) Italy

Il soggetto di questo trittico è un mio carissimo amico d'infanzia, Bruno, che oggi vive a Bologna e che non vedo più molto spesso.
Ho voluto dedicargli quest'immagine perché ritengo possa farmi ripensare ai tempi in cui ci si vedeva tutti i pomeriggi e si parlava di ogni cosa. A tempi in cui pensavamo che niente ci avrebbe portato così lontani da casa nostra!
Se avete intenzione di leggere la sua "storia" e capite qualcosina di inglese, vi invito a cliccare sul link:
- Bruno || Triptych - Eboli (SA) Italy - 
nella descrizione dello scatto im piace scrivere sempre dei soggetti che vado ad immortalare.

Ho realizzato tutti gli scatti di questo shooting in una soffitta - quella di Bruno, per la precisione - (il nostro ritrovo usuale per le partite a poker, durante le feste di Natale) dove l'illuminazione lascia un po' a desiderare.
Avendo a disposizione qualche altro amico da sfruttare come assistente e un bel po' di iPhone, ho provato a sfruttare l'app iTorcia per creare delle luci aggiuntive.
Grazie all'aiuto dei miei amici, allora, ho posizionato due iPhone alla destra e alla sinistra del soggetto, abbastanza vicini, in modo da ottenere una buona luce abbastanza omogenea.
Ovviamente il processo di illuminazione "artificiale" è stato ripetuto per il volto, poi per le mani ed infine per i piedi! Il risultato, tutto sommato, non mi è per niente dispiaciuto! :)

Quella d'apertura, invece,  è una foto che è venuta fuori durante lo shooting.
L'atmosfera era comunque molto ilare e divertita, di risate ce ne siamo fatte tante!
E Bruno, dal canto suo, pur provando a rimanere serio per qualche secondo, si è lasciato andare più volte in risate di puro gusto. La raffica ha fatto il resto.
Dopo averle viste a schermetto, ho subito pensato di doverne tirare fuori un trittico "alternativo"...e così ho fatto.

Infondo, sono molto soddisfatto dei risultato che siamo riusciti ad ottenere...
E contentissimo, innanzitutto, che le foto siano piaciute tanto anche a Bruno! :D
Eccovi il suo ritratto, senza tagli!

Stay Tuned!

Bruno || Portrait - Eboli (SA) Italy

Se vi interessa il resto dei miei trittici, potete cliccare quissotto:
.::Ordinary People Triptychs::..

venerdì 30 dicembre 2011

.::DOGS::. - Nameless #4

Ogni giorno, in ogni strada che percorro, mi capita di incontrare un cane.
E questo vuole essere il mio modo per regalare un tributo alla loro favolosa gioia, alla loro meravigliosa felicità ed al loro incredibile modo di amare incondizionatamente!

L'idea è nata un po' così, per caso. Senza pretese.
Pian piano, però, si è fatta sempre più interessante e ho capito di provare davvero piacere a poter inquadrare questi cuccioli e a scattarne dei ritratti.
Ho cominciato con il mio iPhone. Continuerò anche con la fotocamera...
L'importante, adesso, è poter incorniciare quei bei musetti.

- Chi è questo senzanome?

Incontro questo cane molto spesso, dalle parti di casa mia. E' una femminuccia.
Probabilmente ha un bel po' di problemi a socializzare con le persone...è spaventata da tutti.
Ogni volta che provo ad avvicinarmi a lei, si agita e prova a scappare.
Evidentemente, il suo padrone non sta facendo affatto un buon lavoro!
Oggi, sono riuscito a rubarle questo ritratto...


Nameless #4

.::WORD on the STREET::. - Salerno

"Word on the Street" è un modo di dire inglese che corrisponde al nostri "si dice che...", "pare che...", "si vocifera che...". Probabilmente, si usa proprio perchè fa riferimento alle mille voci che si susseguono per strada.


"The best camera is the one that is with you..."
- Chase Jarvis

"Word on the Street" - Intro

Looking for Home - Salerno (SA) Italy

Fast Walk - Salerno (SA) Italy

The Cobbler - Salerno (SA) Italy

Great Effort - Salerno (SA) Italy

Chestnuts - Salerno (SA) Italy

The Hawker - Salerno (SA) Italy

Tribal Sounds - Salerno (SA) Italy

Undecided - Salerno (SA) Italy

giovedì 29 dicembre 2011

.::NEL VENTO::. - Albanella 26/12/2011


Sono in vena di riprendere in mano le redini di questo Blog.
Il fatto è che, pur volendolo fortemente, spesso mi capita di avere moltissime altre cose da fare e di non riuscire a trovare il tempo di postare qualcosa.
Di foto continuo a scattarne... non potrei mai farne a meno!
Purtroppo il tempo per tutto ciò che c'è intorno, diventa sempre meno.
Qualche giorno fa sono stato alla centrale eolica di Albanella.
Il vento era, ovviamente, fortissimo e faceva molto freddo.
Come al solito ero in buona compagnia e pronto a trascorrere le ore del tramonto con gli occhi fissi sulla fotocamera, alla ricerca delle inquadrature più convincenti.

I colori che ci si presentavano difronte erano magnifici. La maestosità delle pale eoliche, con il loro sibilo quasi spaventoso, rapiva gli occhi. L'atmosfera era molto suggestiva.
Ho capito subito che non ci sarebbe stata soddisfazione nel voler realizzare qualcosa di troppo complicato (come un HDR), che la scelta migliore sarebbe stata quella di scattare di getto, inquadrando quei giganti buoni in silhouette, sperando di riuscire a far risaltare i colori del tramonto.
Detto fatto.
Scattavo in fretta perchè il vento era davvero molto forte e ogni secondo passato fuori dalla macchina sembrava terribile con quel gelo.
Alla fine, tornato a casa, ho trasferito tutti gli scatti sul computer (cosa molto strana per me, visto che di solito faccio passare molti giorni, prima di svuotare la SD) e ho cominciato a dargli un'occhiata.
Di qualcuno ero soddisfatto. Ma non del tutto.
Quelle immagini tardavano a comunicarmi le stesse emozioni che avevo provato nel vedere quello spettacolo dal vivo.
Si, c'erano quei meravigliosi colori... e le silhouette, proprio come le avevo immaginate. Ma mancava qualcosa.
Di solito, sono proprio i colori del tramonto a colpirci quando guardiamo delle splendide foto di paesaggio. Sono proprio quei colori caldi della cosiddetta "Golden Hour", quelle meravigliose sfumature, che fanno di alcuni paesaggi dei capolavori assoluti.
Passato qualche giorno mi sono messo all'opera. Dopo aver elaborato le foto a colori, alla ricerca della tonalità giusta per far risaltare al meglio quelle silhouettes, continuavo a pensare che quegli scatti non riuscivano a darmi la scossa...
E allora, come mi capita spesso nell'ultimo periodo (qualcuno le chiama "Fasi Creative"), ho deciso di trasformare tutto in bianco e nero.
Ma doveva essere un bianco e nero profondo. Emozionale.
Ho impiegato abbastanza ore nell'elaborazione di questo lavoro (nonostante siano pochi scatti) e, nonostante tutto, continuo a vederci delle imperfezioni.
Data la mia proverbiale impazienza, però, nonostante quei difetti ho dovuto pubblicare le foto immediatamente, dopo aver finito l'elaborazione dell'ultima della serie.
Questo che vedete è il risultato.
Un risultato che, spero, riuscirò a migliorare ancor di più continuando a lavorare e a studiare per bene la materia!

Tutto il set è stato realizzato con la mia nuova compagna d'avventure:
la Sony NEX-3 alla quale ho abbinato due lenti vintage che trovo incredibilmente soddisfacenti... l'Helios 58mm f/2 e il MIR-1B 37mm f/2.8, ovviamente full-manual ma che mi stanno dando delle belle soddisfazioni. :)

Spero vi piaccia. Ogni commento è gradito! ;)

.::Nel Vento::. - Cover

Distant...

Winter Sun

Giants

In Two

To the Sea