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domenica 31 marzo 2013

Ho visto cose che...

Un assaggio.
Solo uno scatto.
Per farvi vedere quello che ho avuto la fortuna di immortalare, nei giorni scorsi, nella bottega Mortet a Roma.
Il lavoro artigiano. L'arte.
Grazie ancora per la stupenda opportunità, amici.

P.S.
Spero vi piaccia e vi incuriosisca.
Presto pubblicherò il reportage per intero.

 • Sony a900 + Minolta 35mm f/2

domenica 12 agosto 2012

MOJOCA 2012 - Festival Internazionale Artisti di Strada


Moio della Civitella, un piccolo ed affascinante borgo nel cuore del Cilento, in provincia di Salerno, ogni anno si svolge una meravigliosa manifestazione.
Il "MOJOCA" (da "Moio", appunto, e "Joca" che in napoletano significa "gioca/scherza/divertiti") è un festival interamente dedicato agli artisti di strada.
L'esperienza che si vive, girando per le strade del borgo durante la tre giorni della manifestazione, è veramente unica!
Non solo i meravigliosi spettacoli dei tanti artisti provenienti da tutto il mondo... ma allegria, scherzo, gioia, ilarità che coinvolge tutti i partecipanti: tutti i visitatori sono calamitati in un gigantesco gioco collettivo dove ci si dimentica di tutto ed il sorriso diventa un linguaggio universale da parlare con amici ed estranei.
Girando per le viuzze di Moio ci si imbatte in una miriade di spettacoli differenti: dai mangiafuoco ai trampolieri, dai saltimbanchi agli attori, dai comici ai musicisti...ed in ogni angolo del borgo antico migliaia di persone si uniscono al gioco ballando, cantando, facendo da assistenti agli stessi artisti.

Delle tante manifestazioni che ho avuto modo di vedere, il MOJOCA è di sicuro quella che più mi è rimasta dentro. Uno spettacolo per gli occhi e per il cuore.

Come potrete immaginare il borgo era praticamente gremito di gente.
In tanti avevano la reflex al collo perchè il Mojoca è di sicuro un evento da immortalare.
Io ho voluto provare a raccontare a modo mio la stupenda atmosfera di questa grande festa, facendo del mio meglio per riuscire a congelare momenti unici, diversi.
Non so se sono riuscito a rendere l'idea di quanta ilarità si respirava tra quei vicoli...ma ho fatto del mio meglio.

Sono partito da casa armato di due corpi macchina: la 50D con 85mm, 50mm e 12-24mm e la solita (ed ormai inseparabile) NEX con 35mm 1.7 .
Una volta lì mi sono reso conto che ad oggi la lente che preferisco è proprio quest'ultima: non esiste modo di entrare dentro la scena come lo si fa con un 35mm (o anche con un 50 su FF).
E poi, ora come ora, una delle cose che mi interessa di più è riuscire a contestualizzare uno scatto.
Non volevo i soliti primi piani in grado di isolare i personaggi dal resto della scena.
Volevo gli scorci, volevo i movimenti, volevo tutta la gente intorno.
Ben presto, nonostante qualche tentativo con la reflex, ho deciso di mettere in borsa tutto l'armamentario e di girare per i vicoli armato solo di Nex (che poi... vogliamo mettere la comodità? :D )
Non è stato facilissimo fuocheggiare manualmente: gli artisti si muovevano in maniera velocissima per realizzare i loro numeri e tenere il passo era una piccola impresa.
Ma c'ho provato comunque. Nella mia testa era una sorta di sfida :)
Alla fine sono riuscito a tirare fuori questo.
Mi dispiace per l'eccessivo rumore ma senza flash, come potete immaginare, si scattava ad ISO altissimi.

Non ho ancora post-prodotto tutte le foto, ma ci tenevo ad inserire qui sul blog già qualcosa...
Magari, se troverò il tempo di post produrre anche il resto, inserirò anche le prossime foto.

• MOJOCA 2012 •

• MOJOCA 2012 •

• MOJOCA 2012 •

•MOJOCA 2012•

•MOJOCA 2012•


giovedì 12 aprile 2012

La Passione di Cristo Vivente || Casal Velino (SA) - News

Abbiamo appena messo on-line (lo so, non è un orario ideale :D ), sulla pagina effeunoquattro di facebook, la seconda parte del reportage sulla "Passione di Cristo" vivente di Casal Velino (SA) - manifestazione che abbiamo interamente documentato in esclusiva, quest'anno.



Qualche post fa vi avevo parlato della cosa. Andate a dargli un'occhiata e, mi raccomando, non dimenticate di lasciare qualche commento! :D


Davvero, mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensate! ;)
Un saluto a tutti...
Buona luce!


martedì 10 aprile 2012

La Passione di Cristo Vivente || Casal Velino (SA)

Buone nuove...
Sarà una giornata ricca di nuovi post, per aggiornarvi un po' sull'andamento delle cose, negli ultimi giorni.

Le vacanze pasquali sono passate (di già) e, a voler essere precisi, non dovrei definirle propriamente delle "vacanze". Anzi.
Periodo intenso di lavoro.
Ma di quei lavori che ti lasciano contento e soddisfatto.


E' finalmente partito il progetto "effeunoquattro" che, già da un po' di tempo, insieme a due amici/colleghi fotografi avevo in mente.
Niente di eccezionale, sia chiaro.
Solo tre fotografi con l'intenzione di costruire qualcosa di nuovo ed interessante. Con l'idea di documentare eventi, situazioni... seguendo una filosofia comune, dando uno stampo molto personale ad ogni reportage.

Per adesso effeunoquattro è solo una semplice pagina di facebook (presto anche un sito internet) che potete liberamente visitare (e magari condividere) per poter visionare i nostri lavori.
Per ora non mi dilungo, quindi, nelle presentazioni... tutto verrà fatto a tempo debito, se quest'idea continuerà a crescere.


Con i miei due amici/colleghi (e, dunque, per effeunoquattro) abbiamo avuto il piacere di seguire in esclusiva una delle manifestazioni più interessanti del periodo pasquale, sul territorio della provincia di Salerno.
Si tratta della Via Crucis (o Passione di Cristo) vivente, di Casal Velino (SA), svoltasi nei giorni scorsi.
Una manifestazione veramente ben curata che si tiene ogni anno nel comune di Casal Velino, appunto, e che richiama nel paese cilentano molti fedeli e curiosi.

E' stata una faticaccia. Sempre in prima linea, sempre pronti a non perdere l'attimo.
Un'esperienza sicuramente gratificante, però, che ci ha permesso di conoscere tante persone e di condividere con queste il nostro lavoro (e la nostra filosofia fotografica).


Se siete curiosi di vedere qualche scatto (oltre a quelli che ho inserito nell'articolo), una prima parte è già on-line sulla pagina Facebook...sulla quale potete dare una sbirciatina e, magari, lasciare qualche commento.
Presto caricheremo il resto del lavoro, completando quello che (dal nostro punto di vista) dev'essere non solo il racconto di un'evento ma il racconto vero e proprio della storia di Cristo.

Spero vi piacerà.

Effeunoquattro su Facebook.


lunedì 12 marzo 2012

.::I'Treppier'::. - Vietri sul Mare (SA) 08/12/2011

Mi stupisco.
Ho notato solo ora, dopo tanto tempo, di non aver mai inserito il mio reportage sulla processione dei "Treppier" sul mio blog.
Anche se, ormai, le festività natalizie sono passate da un po'... ci tengo a pubblicarlo... e magari fare un salto nel passato, a qualche mese fa!

A Vietri sul Mare, uno dei meravigliosi paesini della Costiera Amalfitana, ogni anno, tra il 7 e l'8 dicembre, si festeggia la vigilia dell'Immacolata Concezione.
E' una festa ricca di tradizione alla quale gli abitanti sono particolarmente legati e che, da tempo ormai, attira fedeli e curiosi un po' dappertutto.
Con il passare degli anni, nonostante i numerosi cambiamenti, continua a non venir meno la fede e la devozione che contraddistingue gli abitanti di questo piccolo paese costiero.
A Marina di Vietri la festa dell'Immacolata è vissuta in maniera molto più particolare che altrove. Non le solite funzioni eucaristiche, ma una processione che si snoda attraverso i vicoli del piccolo centro, in piena notte, portando la statua dell'Immacolata fino in riva al mare... l'elemento centrale nella vita di ogni abitante della costiera.
Storicamente paese di pescatori, Vietri ha un legame particolare con il mare e ancor oggi, in un tempo in cui tutti i giovani tendono ad emigrare per cercare fortuna altrove, la fede e la devozione per la Madonna continuano ad intrecciarsi con l'enorme rispetto che i vietresi hanno per le acque che bagnano la costiera; quelle che, in tempi ormai lontani, erano probabilmente la principale fonte di sostentamento e guadagno per chiunque nascesse in quelle zone.
Durante il suo percorso la statua della Madonna, accompagnata da un lungo seguito di fedeli, passa davanti a giganteschi falò ('i treppier - detti così perchè costruiti su una base a tre piedi), posizionati in punti strategici della cittadina.
Questi ultimi vengono accesi al passaggio della statua, con tecniche particolari tramandate di padre in figlio da anni ed anni. Per ogni ragazzino di Vietri, imparare ad innalzare (nei mesi precedenti la festa) ed incendiare un "Treppier'" è un percorso obbligato che segna, in un certo senso, anche la sua entrata nella società.

La tradizione narra che le donne di questi paesi accendessero i falò per i mariti che stavano in mare a pescare: a quei tempi, accendere un fuoco, era l'unico mezzo disponibile per far vedere la via di casa.
L'usanza, tramandata nei secoli, avrà subito qualche inevitabile trasformazione e, ad oggi, è molto probabile che l'intreccio di devozione e tradizione abbia fatto in modo che questi falò cambiassero la loro funzione principale, trasformandosi da luci "segnaletiche" a luci "spirituali".
In tempi più moderni, dunque, i fedeli hanno cominciato ad accendere 'i treppier' per far si che le strade percorse dalla Madonna, quei vicoli piccoli e bui, fossero sempre illuminate...

#Cover
['I Treppier'] Cover

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['i Treppier'] #09 || EXPLORE

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['I Treppier'] #01 || EXPLORE

['i Treppier'] #10


giovedì 23 febbraio 2012

Monday || "Sogno la mia Africa..."

Monday || Portrait - Eboli (SA) Italy

Non molto tempo fa decisi di cimentarmi in una tecnica molto affascinante che avevo "scoperto" spulciando alcuni album di Flickr.
Uno dei fotografi che seguo con ammirazione ha ideato questa tecnica, quella del Trittico, che mi ha colpito particolarmente e che mi ha lasciato talmente estasiato da portarmi alla conclusione che avrei dovuto assolutamente provare a realizzare qualcosa di simile.
Mi sono messo all'opera, inizialmente, un po' per scherzo... poi, però, l'impegno è diventato qualcosa di vero... di serio (o quasi).

So di avervi già parlato di questa cosa, ma ci tengo a fare quest'anticipazione, ogni volta, proprio per dissipare ogni dubbio a riguardo: il merito di questa deliziosa "invenzione" non è mio. E' di Adde Adesokan, conosciuto come theblackstar su Flickr, un fotografo di grande talento, che ammiro profondamente.
Quello che ho fatto io è stato solo provare a interpretare personalmente la sua tecnica.
Niente più.

Qualche tempo fa, davanti al solito bar, ho avuto la fortuna di fare la conoscenza di un ragazzo straordinario (quello che vedete nel ritratto d'apertura).
Si avvicinò a noi ragazzi con la speranza che qualcuno potesse aiutarlo a mettere un pezzo di pane sotto ai denti. Non parlava l'italiano, solo l'inglese. "Perchè, in qualunque parte del mondo tu vada" - diceva -  "se parli inglese riesci a farti capire."
Il suo nome è Monday... "like Lunedì" - come ci ha tenuto a sottolineare!
Con me si è aperto. Mi ha raccontato della sua vita.
La sua storia è quella di tanti ragazzi che, come lui, sono costretti ad abbandonare il proprio paese di origine e che poi, sopraffatti dalla realtà, non riescono a trovare la tranquillità che cercano nemmeno altrove.

Avrei centinaia di parole da scrivere a riguardo. Ma preferisco non farlo.
Se siete curiosi e volete leggere qualcosa in più di questo mio nuovo amico... potete cliccare sul link che vi porta al mio Flickr e leggere la descrizione sotto il suo scatto.

Io, adesso, preferisco lasciarvi alle parole di un'altro mio buon amico, Martino, che me le ha dedicate (estrapolandole da un testo che sta scrivendo - che non vedo l'ora di leggere per intero) subito dopo aver visto la mia fotografia.
Anche Martino è una persona straordinaria.
Dedico a lui e Monday (per quanto possa valere) questo mio piccolo post.
Sperando che tutto questo serva a sensibilizzare un po' di più noi tutti!

• SCAPPARE DAL CONTINENTE BIANCO •
Ho avuto un sogno e l’ho perso. 
Un sogno di speranza, un viaggio, un lavoro tranquillo, una dignità agognata, una folle passione di ricercare un’altra vita, di non ritrovarmi più ai margini del mondo.
Ho avuto un sogno e l’ho perso: l’Italia.
L’emozione della partenza e la paura dell’arrivo, la solitudine, la mia Africa ormai lontana e questa terra straniera già così vicina. 
Gente sconosciuta intorno, così diversa dai miei fratelli, dalla mia gente lontana.
L’occidente tanto sognato da bambino, così misterioso e pieno di opportunità, di colpo mi è apparso senza veli, con la vera faccia che gli appartiene.
La gente d’occidente non si arrampica sulle nuvole, non passeggia sui venti; non ha diadema sulla fronte.
I loro occhi non sono né dolci né penetranti, in alcuni, addirittura, non si può leggere nessuna storia.
SONO UNA MASSA CONFUSA DI SOGNI MORTI PER META’ E I RESTI DI UN DIMENTICATO DELIRIO!
Mi guardano come un diverso, alle loro viste il diverso son io.
Loro! Con le loro pelli opache e le loro menti troppo bianche per poterle capire.
IN ITALIA LA GENTE CREDE DI AVERE TUTTO E NON SI ACCORGE DI AVER PERSO TUTTO!
La mia non è rabbia per i pomodori raccolti, per le arance portate sulle spalle lungo la statale di Rosarno, per il lavoro sotto il sole cocente, senza acqua, per le 2 euro all’ora che mi danno.
La mia è la rabbia di vedere tutti coloro che non capiscono di poter avere tutto ed invece si accontentano della pochezza delle loro occidentalizzate vite.
Vogliono sempre di più, cercando il nulla.
Il mio è il rimorso per quelli che sono venuti prima e che adesso non possono tornare indietro.
Il sogno alla rovescia.
Un altro sogno perso, il sogno d’Africa.
DOVE TUTTO È POCO, MA È TUTTO!
Dove i potenti TAMBURI di tempi antichi scandiscono il passare delle ere, dei momenti.
Dove ogni cosa è spinta dalla stessa anima e così scopri di discendere dall’Universo.
Dove tutti gli esseri sono fratelli, dove la musica si traduce nei suoni della natura, dove la stagione delle piogge è festa grande, dove essere uomini e donne del mondo è un orgoglio.
Così sento i miei antenati grazie ai ruggiti del vento e mi rivedo bambino a correre a pieni nudi.
Nel mondo d’occidente, invece, tutti recitano una parte.
Si svegliano più incazzati e stanchi di quando sono andati a dormire e recitano: recitano la parte dell’artista, del ragazzo incannato, di quello impegnato, dell’anticonformista.
Recitano la parte dello stressato padre di famiglia, del donnaiolo, del prete panciuto, dell’ateo incallito, dell’agnostico convertito.
È tutto un recitare di sfoghi, di mediocri passioni, di rivincite assurde.
Così, mentre vendo oggetti sulla spiaggia che io non vorrei nemmeno regalati, tra sfottenti e puerili creature che giocano al divertimento forzato, guardo il mare, e sogno, nuovamente, di tornare indietro.
Sogno la mia Africa, la mia gente.
Sento i Tamburi richiamare il mio essere, sento i profumi che ho lasciato, i colori vivi della mia vera esistenza. Me ne sono accorto solo ora, in questa terra di colori sbiaditi, di quanto sia cattivo ed inutile il mondo d’occidente.
Domani partirò emozionato, questa volta non avrò paura al mio arrivo, mentre i miei spiriti mi implorano di andare, di scappare da questa terra di plastica e cartone, DI SALVARMI DA TUTTO CIO’ CHE NON SIA AFRICA!

Martino Varano


Monday || Triptych - Eboli (SA) Italy

mercoledì 4 gennaio 2012

Bruno || Ordinary People Triptychs

Bruno || During the Shooting

Un po' di tempo fa, girando tra le pagine di Flickr, mi sono imbattuto nell'opera di un giovane fotografo di sicuro talento che mi ha colpito molto.
Costui è conosciuto, sul famoso social network, con il nick theblackstar e, a mio parere, è un vero e proprio artista.
Il suo nome è Adde Adesokan, CEO di una agenzia di Comunication & Design chiamata Polargold e Art Director, con un talento veramente spaventoso.
La sua fotografia è legata a due dei generi che io prediligo: la street-photography e la ritrattistica.
In questo ambito Adde è diventato un vero e proprio maestro, specializzandosi in un filone (molto seguito su internet) che non fa altro che unire (in maniera meravigliosa, aggiungerei) questi due generi fotografici:
il genere dei "Portraits of Strangers" - letteralmente, i "Ritratti di Persone Sconosciute".
Adde va in giro per strada, inquadra qualcuno che può sembrargli un personaggio con una storia interessante o, comunque, con un aspetto che attiri interesse, lo avvicina, comincia a parlargli, lo conosce, gli parla del suo progetto, prova a cogliere la sua storia e poi gli scatta dei ritratti.
Continuando a sperimentare, dopo un po' di tempo, è arrivato a partorire un'idea a mio avviso geniale:
realizzare dei ritratti fuori dal comune, dividendoli in trittici.
E' così, probabilmente un po' per caso, che è nato il progetto "Triptychs of Strangers" di cui mi sono follemente innamorato.
I suoi trittici (che potete vedere non solo sul suo album Flickr, ma anche su suo sito ufficiale) sono talmente carichi di potenza visiva, talmente comunicativi, che mi sono entrati nella mente da subito e hanno scatenato in me immediatamente la voglia di provare ad imitare la sua idea.

Così, con tanta voglia di provare, ho cominciato quello che, ad oggi (dopo decine e decine di scatti) posso definire un mio "progetto".
Ho cominciato a scattare qualche ritratto a qualcuno dei miei amici.
Non sarei stato capace di approcciare con degli sconosciuto per proporgli una cosa simile. Per le questioni di privacy, oggigiorno, sembra diventato difficilissimo poter realizzare qualche fotografia.
E non ho intenzione di immortalare dei modelli/modelle... quello che voglio sono persone normali.
Gente comune. Con i propri pensieri, le proprie preoccupazioni, il proprio mestiere, i propri sogni, le proprie passioni.
E' nato allora "Ordinary People Triptychs".


All'inizio, il fatto che io inquadrassi non solo i volti dei miei soggetti ma anche mani e piedi, li lasciava un po' perplessi.
Dopo aver sfornato i primi trittici ed averli pubblicati su Flickr, la curiosità è aumentata e tutti sono rimasti abbastanza affascinati da questo genere di ritratto.
Quello che provo a fare è cercare di personalizzare al massimo questo "genere"...di non fermarmi ad una semplice realizzazione a trittico dell'immagine. Ma di studiare tutto. Ognuna delle foto.
Inquadrature, luci, angolazioni, contrasti...
Il mio viaggio parte dall'ispirazione che il lavoro di Adde Adesokan mi ha dato e continua, sempre in evoluzione... sperando di riuscire a raggiungere un grado di "personalizzazione" tale, da riuscire a dividerlo definitivamente dall'idea di partenza.

Sperando sia di vostro gradimento, vi presento l'ultimo dei miei trittici.

Bruno || Triptych - Eboli (SA) Italy

Il soggetto di questo trittico è un mio carissimo amico d'infanzia, Bruno, che oggi vive a Bologna e che non vedo più molto spesso.
Ho voluto dedicargli quest'immagine perché ritengo possa farmi ripensare ai tempi in cui ci si vedeva tutti i pomeriggi e si parlava di ogni cosa. A tempi in cui pensavamo che niente ci avrebbe portato così lontani da casa nostra!
Se avete intenzione di leggere la sua "storia" e capite qualcosina di inglese, vi invito a cliccare sul link:
- Bruno || Triptych - Eboli (SA) Italy - 
nella descrizione dello scatto im piace scrivere sempre dei soggetti che vado ad immortalare.

Ho realizzato tutti gli scatti di questo shooting in una soffitta - quella di Bruno, per la precisione - (il nostro ritrovo usuale per le partite a poker, durante le feste di Natale) dove l'illuminazione lascia un po' a desiderare.
Avendo a disposizione qualche altro amico da sfruttare come assistente e un bel po' di iPhone, ho provato a sfruttare l'app iTorcia per creare delle luci aggiuntive.
Grazie all'aiuto dei miei amici, allora, ho posizionato due iPhone alla destra e alla sinistra del soggetto, abbastanza vicini, in modo da ottenere una buona luce abbastanza omogenea.
Ovviamente il processo di illuminazione "artificiale" è stato ripetuto per il volto, poi per le mani ed infine per i piedi! Il risultato, tutto sommato, non mi è per niente dispiaciuto! :)

Quella d'apertura, invece,  è una foto che è venuta fuori durante lo shooting.
L'atmosfera era comunque molto ilare e divertita, di risate ce ne siamo fatte tante!
E Bruno, dal canto suo, pur provando a rimanere serio per qualche secondo, si è lasciato andare più volte in risate di puro gusto. La raffica ha fatto il resto.
Dopo averle viste a schermetto, ho subito pensato di doverne tirare fuori un trittico "alternativo"...e così ho fatto.

Infondo, sono molto soddisfatto dei risultato che siamo riusciti ad ottenere...
E contentissimo, innanzitutto, che le foto siano piaciute tanto anche a Bruno! :D
Eccovi il suo ritratto, senza tagli!

Stay Tuned!

Bruno || Portrait - Eboli (SA) Italy

Se vi interessa il resto dei miei trittici, potete cliccare quissotto:
.::Ordinary People Triptychs::..

venerdì 30 dicembre 2011

.::WORD on the STREET::. - Salerno

"Word on the Street" è un modo di dire inglese che corrisponde al nostri "si dice che...", "pare che...", "si vocifera che...". Probabilmente, si usa proprio perchè fa riferimento alle mille voci che si susseguono per strada.


"The best camera is the one that is with you..."
- Chase Jarvis

"Word on the Street" - Intro

Looking for Home - Salerno (SA) Italy

Fast Walk - Salerno (SA) Italy

The Cobbler - Salerno (SA) Italy

Great Effort - Salerno (SA) Italy

Chestnuts - Salerno (SA) Italy

The Hawker - Salerno (SA) Italy

Tribal Sounds - Salerno (SA) Italy

Undecided - Salerno (SA) Italy

giovedì 29 dicembre 2011

.::NEL VENTO::. - Albanella 26/12/2011


Sono in vena di riprendere in mano le redini di questo Blog.
Il fatto è che, pur volendolo fortemente, spesso mi capita di avere moltissime altre cose da fare e di non riuscire a trovare il tempo di postare qualcosa.
Di foto continuo a scattarne... non potrei mai farne a meno!
Purtroppo il tempo per tutto ciò che c'è intorno, diventa sempre meno.
Qualche giorno fa sono stato alla centrale eolica di Albanella.
Il vento era, ovviamente, fortissimo e faceva molto freddo.
Come al solito ero in buona compagnia e pronto a trascorrere le ore del tramonto con gli occhi fissi sulla fotocamera, alla ricerca delle inquadrature più convincenti.

I colori che ci si presentavano difronte erano magnifici. La maestosità delle pale eoliche, con il loro sibilo quasi spaventoso, rapiva gli occhi. L'atmosfera era molto suggestiva.
Ho capito subito che non ci sarebbe stata soddisfazione nel voler realizzare qualcosa di troppo complicato (come un HDR), che la scelta migliore sarebbe stata quella di scattare di getto, inquadrando quei giganti buoni in silhouette, sperando di riuscire a far risaltare i colori del tramonto.
Detto fatto.
Scattavo in fretta perchè il vento era davvero molto forte e ogni secondo passato fuori dalla macchina sembrava terribile con quel gelo.
Alla fine, tornato a casa, ho trasferito tutti gli scatti sul computer (cosa molto strana per me, visto che di solito faccio passare molti giorni, prima di svuotare la SD) e ho cominciato a dargli un'occhiata.
Di qualcuno ero soddisfatto. Ma non del tutto.
Quelle immagini tardavano a comunicarmi le stesse emozioni che avevo provato nel vedere quello spettacolo dal vivo.
Si, c'erano quei meravigliosi colori... e le silhouette, proprio come le avevo immaginate. Ma mancava qualcosa.
Di solito, sono proprio i colori del tramonto a colpirci quando guardiamo delle splendide foto di paesaggio. Sono proprio quei colori caldi della cosiddetta "Golden Hour", quelle meravigliose sfumature, che fanno di alcuni paesaggi dei capolavori assoluti.
Passato qualche giorno mi sono messo all'opera. Dopo aver elaborato le foto a colori, alla ricerca della tonalità giusta per far risaltare al meglio quelle silhouettes, continuavo a pensare che quegli scatti non riuscivano a darmi la scossa...
E allora, come mi capita spesso nell'ultimo periodo (qualcuno le chiama "Fasi Creative"), ho deciso di trasformare tutto in bianco e nero.
Ma doveva essere un bianco e nero profondo. Emozionale.
Ho impiegato abbastanza ore nell'elaborazione di questo lavoro (nonostante siano pochi scatti) e, nonostante tutto, continuo a vederci delle imperfezioni.
Data la mia proverbiale impazienza, però, nonostante quei difetti ho dovuto pubblicare le foto immediatamente, dopo aver finito l'elaborazione dell'ultima della serie.
Questo che vedete è il risultato.
Un risultato che, spero, riuscirò a migliorare ancor di più continuando a lavorare e a studiare per bene la materia!

Tutto il set è stato realizzato con la mia nuova compagna d'avventure:
la Sony NEX-3 alla quale ho abbinato due lenti vintage che trovo incredibilmente soddisfacenti... l'Helios 58mm f/2 e il MIR-1B 37mm f/2.8, ovviamente full-manual ma che mi stanno dando delle belle soddisfazioni. :)

Spero vi piaccia. Ogni commento è gradito! ;)

.::Nel Vento::. - Cover

Distant...

Winter Sun

Giants

In Two

To the Sea